Guida di intercessione

Guida pratica per gli incontri d’intercessione

Queste righe hanno lo scopo di contribuire a far sì che i momenti in cui ci incontreremo per
l’intercessione possano rendere al massimo focalizzando gli scopi e gli obbiettivi che ci prefiggiamo con tale impegno, ed evitando così sprechi di tempo e energie.

Qui di seguito vengono elencate alcune linee guida ritenute utili allo scopo dell’intercessione.

1)L’intercessione, così come viene concepita in questo contesto è intesa come un lavoro di squadra e non come un impegno individuale. Questo vuol dire che quando ci riuniamo è importante che,oltre alla consapevolezza di trovarci insieme ad altri fratelli e sorelle per intercedere, dobbiamo
anche agire come una squadra compatta. Per aiutarci a comprendere questo punto possiamo
immaginare un esercito che, per avanzare e conquistare il territorio per il quale sta combattendo, deve agire sincronizzato, compatto,consapevole del proprio ruolo, di quello degli altri e della forza che c’è quando ci si muove uniti. Ecco perché le parole “io, me, mi, mio,aiutami ecc.” stonano nel contesto dell’intercessione di gruppo.

2) E’ importante la costanza della tua presenza attiva all’interno del gruppo d’intercessione, di
settimana in settimana. Il lavoro d’intercessione,sia individuale che di squadra è la vertebra sulla
quale poggia tutta la spina dorsale della chiesa.
Nessuna attività, anche la più pratica può prosperare veramente senza il supporto continuo
dell’intercessione. L’intercessione costante è la chiave che permette alla chiesa di passare dalla
mediocrità al successo. Ecco perché è importante che tu prenda seriamente questo impegno, facendo il possibile di essere presente ad ogni incontro,eliminando così tutti quegli ostacoli (stanchezza,apatia, ‘la volta scorsa non è stato granché,ecc.) che vorrebbero impedirtelo. Cosa
succederebbe se un esercito arruolasse nel suo interno soldati che combattono solo quando se la
sentono? Cosa dice la Bibbia in merito?
……preghiamo continuamente per voi…(2Tessalonicesi 1:11). Anche l’esempio della vedova e il giudice in Luca 18:1-8 ci fa ben comprendere quale deve essere la nostra attitudine nei confronti dell’impegno nell’intercessione.
Siamo in guerra. Questa guerra è un insieme di battaglie da vincere su vari fronti. Ogni incontro
d’intercessione è una battaglia da affrontare per avanzare e vincere la guerra contro il nemico.

3) E’ importante la puntualità!! Se per cause di forza maggiore dovessi arrivare in ritardo, e ti unissi al gruppo con la tua preghiera, cerca di comprendere prima in che fase si trova la riunione. Non cominciare a pregare come se l’incontro fosse iniziato quando sei arrivato tu (magari chiedendo perdono a Dio per il tuo ritardo!), altrimenti, rischieresti di interferire nel cammino dell’intercessione di quello specifico momento di preghiera rallentandolo o appesantendolo. Ricorda sempre che partecipi ad un lavoro di squadra.

4) In un esercito ogni individuo è importante e strategico. Nell’esercito degli intercessori vige lo stesso principio. Quando ti trovi insieme ad altri fratelli e sorelle per intercedere, cerca di
avere sempre il senso del gruppo. Ovvero, non pregare troppo spesso impedendo agli altri (specialmente ai più timidi) di intervenire con la loro preghiera. Non avere paura dei momenti di silenzio. Se, invece, sei timido, ricorda che anche il tuo intervento nella preghiera è importante, anche se pregare in pubblico ti fa paura. Lanciati in questa esperienza e vedrai che il Signore ti aiuterà ad andare avanti “apri la tua bocca, e io la riempirò”(Salmo 81:10). Non solo chi prega troppo ripetutamente o incessantemente appesantisce l’atmosfera del gruppo, ma anche chi vive passivamente l’intercessione rimanendo in silenzio senza impegnarsi a rimuovere quegli ostacoli (timidezza,stanchezza, preoccupazioni, ecc.) che gli/le impediscono di intervenire attivamente con la sua preghiera. Viva l’equilibrio!!!

5) Siamo qui per pregare e non per parlare ad oltranza sui soggetti di preghiera! Quindi, dopo
un brevissimo aggiornamento (e per ‘brevissimo’ si intende brevissimo!!), cominciamo subito a pregare. Se hai degli aggiornamenti utili per l’intercessione parlane prima dell’incontro con il coordinatore dell’intercessione e sottomettiti docilmente al suo parere.

6) Evita le distrazioni. Non metterti a leggere la Bibbia durante l’intercessione, a meno che il
Signore non ti stia ispirando per condividere un passo che si allinea con lo spirito di intercessione del momento. Ricorda, questo non è un momento di meditazione o di edificazione, ma di battaglia!!
Durante l’incontro d’intercessione spegni il cellulare e stacca il telefono! Per ‘spegnere’ si intende spegnere e per ‘staccare’ si intende staccare! Un cellulare senza la suoneria ma con la vibrazione non è un cellulare spento! Il cellulare non viene spento soltanto per non distrarre gli altri, ma anche per non distrarre te stesso. Se Dio dovrà parlarti durante l’intercessione stai pur sicuro che non lo farà attraverso questi apparecchi! Potrei raccontarti decine e decine di occasioni in cui, avendo dimenticato questo accorgimento, questi ‘ordigni’ sono entrati in azione (guarda caso!) proprio nei momenti meno opportuni! Ricorda che il nemico farà di tutto per distrarti e renderti inefficace. Il ‘tempismo’ delle telefonate è una sua specialità.

7) Non sforzarti di ‘infiocchettare’ la tua preghiera con termini ricercati; magari dilungandoti oltremodo ripetendo la stessa cosa in modi diversi. Il Signore ti capisce alla prima!Inoltre, non c’è bisogno di ripetere, anche se con parole diverse, la stessa preghiera che è stata espressa dalla persona che ha pregato prima di te.Il tuo ‘amen’ in risposta alla sua preghiera significa che sei d’accordo con ciò che è stato detto ed è come se avessi pregato insieme a lui/lei. E’ importante che le nostre richieste a Dio si limitino all’essenziale nella maniera in cui le esponiamo a Lui.

Se non fai attenzione è possibile che mentre preghi in pubblico tu perda la cognizione del tempo e ti dilunghi troppo, magari illudendoti che anche gli altri presenti vivano ‘l’intensità’ che stai vivendo tu. Ricorda che l’unzione non dipende dalla lunghezza o dal grande numero di parole e che è possibile cominciare con lo Spirito e finire con la carne, anche nel contesto di una singola preghiera (Galati 3:3) “Siete così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?”.

A volte, il problema dietro una preghiera chilometrica sta nel fatto che non si sa come concluderla. Se questo è il caso, non avere timore di terminarla anche se non sei riuscito a trovare un gran finale.”…l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore”(1 Samuele 16:7). Se non vuoi che i tuoi compagni d’intercessione comincino a pregare silenziosamente che tu concluda al più presto la tua preghiera, cerca di seguire i suggerimenti espressi in questi passi:(Ecclesiaste 5:2) Non essere precipitoso nel parlare e il tuo cuore non si affretti a proferir parola davanti a Dio; perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra; le tue parole siano dunque poche;5:3 poiché con le molte occupazioni vengono i sogni, e con le molte parole, i ragionamenti insensati. (Matteo 6:7) Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole.

8) Probabilmente, nell’incontro a cui prenderai parte sono previsti numerosi soggetti di preghiera. Attento alla sindrome della ‘lista della spesa’; ovvero dall’inserire troppi soggetti in una tua singola preghiera. Un soggetto per preghiera è più che sufficiente.

9) Ricorda che stiamo intercedendo e non usando la preghiera per predicare, esporre le nostre
opinioni personali, per fare capire qualcosa a qualcun altro e neanche per esporre le nostre frustrazioni/ferite individuali o pregare per le proprie necessità individuali.

10) Come è scritto nel punto 8), è possibile che nell’incontro di intercessione al quale parteciperai siano già stati stabiliti a priori i soggetti di preghiera. Puoi magari leggerli sulla lavagna luminosa, sul pannello, sul foglio, ecc.Se questo è il caso, è importante non sconfinare in altri soggetti, a meno che lo Spirito Santo non ispiri una direzione diversa per quello specifico incontro. Sarebbe comunque opportuno che, se credi ci sia la necessità di cambiare repentinamente la direzione o i soggetti di preghiera dell’incontro,prima di prendere l’iniziativa, tu potessi brevemente (senza però interrompere l’intercessione del gruppo) condividere la tua impressione con la persona che ha il compito di coordinare il momento di intercessione. Lascia ad essa il compito di decidere se mettere in pratica o meno il tuo suggerimento. L’ottimale è sicuramente quello di fare ciò prima che cominci l’intercessione (quando è possibile), magari con una telefonata. Nel caso il tuo suggerimento non fosse seguito, non te la prendere e non permettere ai pensieri negativi di avere il sopravvento (il Signore può sicuramente aiutarti in questo) e continua a intercedere nella direzione originaria.
Non aver paura che questo accorgimento smorzi la guida dello Spirito Santo, anzi, se ‘intercessione viene portata avanti da un gruppo che si muove in sintonia e non come un insieme di cellule isolate una dall’altra, lo Spirito Santo avrà una possibilità di azione maggiore.

Spesso, negli incontri di intercessione non tutti hanno un grado di maturità spirituale sufficiente a comprendere chiaramente la guida di Dio; quindi,per evitare di fare figli e figliastri, credo che quella sopra descritta sia una saggia indicazione per farci guidare insieme dallo Spirito Santo.
Che Dio possa benedirti in questa tua scelta di mettere da parte del tempo e energie per
intercedere a favore del prossimo e dell’Opera di Dio.

BENVENUTO NELL’ESERCITO!!

Daniele Marzano – Genova

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