La preghiera che trasforma una nazione

La preghiera che trasforma una nazione      (di John Mulinde)

Dio non cerca solo cristiani che pregano, Egli cerca delle “sentinelle” di preghiera. Queste sentinelle sono uomini che pregano in continuazione. Però non è possibile farlo con la nostra forza umana, puoi farlo solo per l’azione dello Spirito di Dio. Nel servizio di sentinella di preghiera cominci poco per volta. Serve tempo per ricevere una sufficiente comprensione di questo compito e ci entri passo per passo.
Sulla preghiera sono state scritte molte teorie, ma solo lo Spirito Santo può realmente insegnarci come pregare. E impareremo questo in misura del tempo che dedicheremo alla preghiera – in ginocchio davanti alla presenza di Dio. Non ci sono alternative.
Il cortile
La nostra preghiera inizia nel cortile del tempio. All’inizio preghiamo con la nostra mente e a volte ripetiamo più volte le stesse cose… I nostri pensieri vagano qua e là in tutte le direzioni, e siamo distratti dai nostri problemi o da altre cose e confrontati con il quotidiano. Dio dice: “Entrate nelle sue porte con ringraziamento e nei suoi cortili con lode, celebratelo, benedite il suo nome!” (Salmo 100:4)
Se continuiamo a perseverare nella preghiera abbiamo a volte l’impressione di non combinare nulla e di perdere il nostro tempo. Se preghiamo in lingue ci capita di avere una sensazione strana: il nemico tenta di farci tacere. Nel cortile i nostri pensieri ruotano attorno alle nostre difficoltà, ai nostri progetti e pesi quotidiani. Ci sforziamo a mantenere la nostra attenzione sul Signore. Nel cortile non siamo ancora staccati dal quello che ci sta attorno, e questo mondo è ancora molto reale. Siccome le forze demoniache hanno accesso al cortile, in questo luogo si è ancora disturbati.
Prima che venga fatta breccia, il nemico cercherà di fare di tutto per distrarci. All’improvviso suonerà il telefono, ci verrà una voglia urgente di mangiare un panino o altro, di bere qualcosa. Allora, se interrompiamo la nostra preghiera e cerchiamo di riprenderla più tardi, dovremo ricominciare da capo. Questo è molto frustrante.
Dio è onorato quando noi veniamo a Lui, disposti a fare la Sua volontà, deponendo tutto ciò che ci preoccupa per stare esclusivamente alla Sua presenza. A volte gli confesseremo i nostri peccati per essere purificati da Lui.
Spesso Dio utilizza le nostre richieste per farci vedere la radice del problema. Ad esempio, quando preghiamo per i nostri figli Dio può mostrarci che il problema siamo noi… Non è certamente facile accettare questo. Eppure tutti i grandi uomini della Bibbia che avevano fame di Dio e volevano servirlo, erano pronti a lasciare molte cose e perfino a deporre la loro vita.
Se perseveriamo nella preghiera raggiungeremo un punto dove la preghiera si trasformerà e diventerà più intensa. Sgorgherà dal nostro spirito e non più dalla nostra mente. Tutto il nostro essere prega Dio e le parole escono spontaneamente; la fede nasce dal più profondo del nostro essere e Dio ci insegna come pregare.
Abbiamo lasciato il cortile e siamo entrati nel Santuario.
Il santuario
È il luogo del sacerdozio, dove la Bibbia ci dice che non sappiamo come pregare, ma lo Spirito Santo viene in nostro aiuto con dei sospiri ineffabili (Romani 8:26).
E’ qui che inizia la preghiera delle doglie del parto – la preghiera che risveglia le nazioni. Si cominciano a vedere le cose come le vede Dio, e si percepiscono come Dio le percepisce.
«Entrate nelle sue porte con ringraziamento e nei suoi cortili con lode, celebratelo, benedite il suo nome!» ―(Salmo 100)

In questo momento la nostra visione delle situazioni e degli uomini cambia. Non è più ostacolata dai nostri principi o dalle idee, al contrario, percepiamo le cose da una prospettiva divina, alla luce della Sua verità. L’amore di Dio per gli uomini tocca il nostro cuore e gridiamo dal profondo del nostro essere a Dio… Lo Spirito Santo ci rivela il cuore del Padre e nella preghiera percepiamo l’amore di Dio, il peso e il dolore per i perduti… Cadiamo faccia a terra e gemiamo come per i dolori del parto, a volte con lamenti oppure in silenzio…
Questa intensa preghiera scaturisce dal nostro totale abbandono alla volontà di Dio. Lo Spirito Santo si prende carico di tale preghiera ed emette sospiri, gemiti, un pentimento e un’intercessione tali che noi non potremo mai umanamente produrre.
A volte peroriamo una causa come lo farebbe un esperto avvocato, e ci chiediamo da dove ci arriva tale facilità d’espressione. Altre volte siamo completamente smarriti e rotti, e siamo in grado di presentare a Dio soltanto la Sua parola. Oppure ci viene dato una santa ira contro i piani distruttori del nemico e così entriamo in un combattimento spirituale. Aggressivi, rovesciamo, rompiamo e cacciamo tutto ciò che Satana ha costruito!
Quando lo Spirito Santo agisce così nella nostra persona, sappiamo nel più profondo di noi che Dio è con noi e che abbiamo la Sua autorità. Se ci umiliamo, creiamo una piattaforma per l’intercessione, e da lì riceviamo l’autorità per entrare nel combattimento contro le forze spirituali nel paese.
Anche se pregassimo parlando per due ore, non sarà un monologo, perché è Dio che ha messo nel nostro cuore le Sue parole.
Un profondo pentimento, la confessione delle nostre colpe e quelle della nazione, accompagnati dell’intercessione per gli uomini, muovono il cuore di Dio: “Abbi pietà di me! O Dio, secondo la tua benignità, per la tua grande compassione cancella i miei misfatti! … O Dio crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo! …” (Salmo 51)
Una preghiera autentica si svolge sempre nel santuario, ma non si ferma lì, a volte lo Spirito Santo si muove fortemente in noi, in modo di accompagnarci dolcemente nel “luogo santissimo” e siamo sfolgorati dalla presenza di Dio.
Il luogo santissimo
La presenza di Dio è sopra di noi, è come se posasse il Suo braccio attorno alle nostre spalle, avvolgendoci di un manto. I problemi non esistono più. Dio ci comunica una pace indescrivibile e una gioia che ci dà pieno appagamento. Il nostro cuore fonde letteralmente e a volte piangiamo semplicemente. Illimitata è la fantasia divina nel modo in cui ci incontrerà e si manifesterà a noi.
Nessun demonio può penetrare in quel luogo. Quando Dio ci parla in quel luogo, sappiamo che è solo Lui a manifestarsi. E quando lasciamo quel luogo spirituale, la Sua presenza ci accompagna.
È in noi e su noi, come un fuoco, e quel fuoco produce in noi la preghiera incessante della sentinella. Nessun sforzo o insegnamento umano è in grado di produrre questo.
Più tempo trascorriamo in quel luogo santissimo, più la Sua presenza dimorerà in noi e su noi e ci trasformerà. Il mondo con le sue tentazioni diverrà senza attrazione per noi. Vorremo solo restare nella comunione con il nostro Padre.
E quando ci avvicineremo a gente senza cuore e piena di resistenza riguardo al Vangelo, vedremo queste persone fondere davanti a Dio. La Luce si manifesterà e loro cecità spirituale scomparirà, le catene si romperanno, saranno trasformate e ascolteranno il messaggio di Dio. Se a quel momento non prenderanno una decisione e si allontaneranno, il loro cuore si indurirà ancora di più; se però preghiamo per loro esplicitamente oppure nel segreto, un’unzione particolare scenderà su di loro, le accompagnerà e le trasformerà..
Se vogliamo portare nelle nostre chiese quel tipo di unzione, non potrà avvenire in un giorno, e neanche in una settimana o un mese. Ma se perseveriamo faremo una breccia. Una fame spirituale è la chiave per arrivarci.
Dio non vuole solo agire durante il culto o nelle grande evangelizzazioni o raduni; Lui vuole penetrare nelle nostre case e gruppi di preghiera. Il Suo desiderio è di accompagnarci nelle strade, e lì compiere segni e miracoli. Ma tutto ha inizio nella nostra camera, lì dove preghiamo.
Più ci saranno cristiani disposti a pregare in questo modo in una regione, più sarà possibile far breccia nella chiusura spirituale, e più la presenza di Dio potrà manifestarsi, dimorare nelle nostre case e nel vicinato. E quando pregheremo per il paese, allora sì che il cielo si aprirà e saremo testimoni della potenza di Dio nelle chiese come nel paese. Allora verranno i giorni in cui cammineremo nelle strade e lo Spirito Santo ci guiderà ad andare da persone pronte per ricevere il Vangelo. Bisogna dunque ubbidire allo Spirito Santo, perché è proprio a quel momento che l’unzione di Dio ci viene data. Se ubbidiamo a Dio, Egli agirà e degli uomini saranno toccati, liberati e portati nel Suo regno.
Ecco un esempio. Una cristiana affamata spiritualmente era ammalata da 16 anni e cercava intensamente il Signore in preghiera. Fu toccata da Dio in un modo potente. Un giorno, mentre stava cucendo, ci fu un incidente nei pressi di casa sua: un giovane fu ucciso. Lo Spirito di Dio scese su quella donna e una parola biblica le fu data: “Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere. Ma io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza!” (Giovanni 10:10), e cominciò a piangere. Andò dal poliziotto che stava vicino a quel giovane e gli chiese se poteva pregare per quel giovane. Dopo averla derisa, le diede il permesso. La donna si chinò sul corpo del giovane morto e iniziò a piangere. Non sapeva come pregare e pronunciò solamente la citazione biblica. Il giovane aprì gli occhi e si sedette. Il poliziotto ne fu talmente toccato che diede la sua vita a Gesù.
A Dio piace usare persone comuni per glorificarsi tramite loro.

John Mulinde

Autore: John Mulinde, Uganda – Dal francese su “le lien des cellules de prière” n. 218 e 219, http://www.shekina.com (traduzione R&S Ribi)

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