Luglio 2011

Preghiamo Che Il Regno di Dio Venga Sulla Terra

Il regno si riferisce al dominio del re, dove il re esercita la sua autorità, il suo potere, il suo
predominio. Gesù è venuto per portare i benefici del Suo Regno a tutti coloro che si arrendono
alla Sua autorità. Questi benefici Cristo ce li ha mostrati attraverso la Sua opera di perdono,
liberazione e guarigione. Lo scopo della vita cristiana è quello che Gesù ha verbalizzato nella
preghiera che ci ha insegnato: “Venga il Tuo Regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in
cielo.” Il Suo dominio sulla terra si realizza quando ciò che succede qui è ciò che succede in cielo
Matteo 28:18-20 “Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in
cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho
comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».” Siamo
nati per governare sulla creazione e sulle tenebre, per stabilire il governo di Gesù ovunque
andiamo predicando il vangelo del Regno. Nel proposito originale di Dio l’uomo governava
sulla creazione. Da quando il peccato è entrato nel mondo, la creazione è stata infettata
dalle tenebre, cioè: malattia, oppressione, povertà, disastri naturali, influenza demoniaca,
ecc. Il nostro governo è ancora sulla creazione, ma ora è focalizzato nell’esporre e disfare le
opere del diavolo. Per raggiungere questo scopo dobbiamo dare quello che abbiamo ricevuto:
Matteo 10:8 “Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni;
gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” Se ho ricevuto potenza da un incontro con
il Dio onnipotente, sono equipaggiato per darla agli altri. Il Regno di Dio viene in situazioni
impossibili attraverso un popolo che ha ricevuto potenza dall’alto ed ha imparato a rilasciarla
nelle circostanze della vita.
L’apostolo Paolo ci esorta a rinnovare la nostra mente (Rom. 12:2); dobbiamo cambiare il nostro
modo di pensare fino al punto in cui il Suo Regno riempie la nostra consapevolezza. Quando
il nostro cuore è consapevole della presenza del Suo Regno è facile resistere al tentativo del
nemico di farci amare le cose visibili ed ancorarci ad esse. Questa consapevolezza ci aiuta ad
essere collaboratori di Cristo.
Il mondo invisibile influisce sul visibile. Se il popolo di Dio non allungherà la mano per afferrare
il Regno di Dio che è vicino, il regno delle tenebre è pronto a manifestare la sua abilità di
influenzare il visibile. La buona notizia è “L’Eterno ha stabilito il suo trono nei cieli, e il suo regno
domina su tutto.” (Salmo 103:19). Gesù ha mostrato questa realtà in Matteo 12:28 “Ma, se io
scaccio i demoni per mezzo dello Spirito di Dio, allora il regno di Dio è giunto in mezzo a voi.”
Possiamo notare due cose: 1) Gesù operava solo attraverso lo Spirito di Dio, 2) Gesù ha causato
uno scontro tra il regno delle tenebre e il Regno di luce e le tenebre devono sempre lasciare
spazio alla luce. Quando il dominio di Dio è stato rilasciato su quell’uomo attraverso Gesù,
quell’uomo è stato liberato. (Mat. 12:22).

La preghiera del Padre Nostro che Gesù ci ha lasciato ci da istruzioni chiarissime su come
possiamo portare la realtà del Suo mondo nel nostro. Coloro che Dio ha usato per portare il
risveglio nel corso dei secoli ci dicono che se preghiamo, Egli verrà!
La preghiera biblica è sempre accompagnata da un’ubbidienza radicale. La risposta di Dio alla
preghiera con l’ubbidienza, rilascia sempre la natura del Suo Regno nelle nostre circostanze.
Il modello che Gesù ci ha lasciato ci rivela le uniche due priorità della preghiera:
1. L’intimità con Dio che viene espressa nell’adorazione: Sia santificato il tuo Nome

1

2. Portare il Suo Regno sulla terra, stabilendo il Suo dominio sui bisogni dell’umanità: Venga
il Tuo Regno

Come discepoli di Gesù, noi siamo sia cittadini che ambasciatori di un altro mondo. Questo
mondo terreno è l’incarico che ci è stato assegnato, ma non è la nostra casa. Il nostro scopo è
eterno e le risorse necessarie per portare a compimento il nostro incarico sono illimitate.

Gesù ci ha dato un modello da seguire: Matteo 6:9-13

“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome”
“Padre” è un titolo di onore ed un invito ad una relazione. Ciò che Dio ha fatto perché noi
potessimo chiamarlo “Padre nostro” è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per cominciare a
diventare veri adoratori, che adorano il Padre in spirito e verità. Il segreto della preghiera in
spirito e verità è nella conoscenza della paternità di Dio. Questa invocazione “Padre nostro” ci
porta al centro della meravigliosa rivelazione di quello che Gesù ha fatto per noi: Suo Padre
è anche nostro Padre. La preghiera inizia nella nostra relazione personale con il Dio vivente
e nella comunione personale, di amore con Lui. La potenza della preghiera metterà radici e
crescerà nella consapevolezza che viene dalla rivelazione dello Spirito Santo del cuore paterno
di Dio, dell’infinita tenerezza, cura e pazienza di un Padre infinito, pronto ad ascoltare e aiutare.
Santificato, la parola greca che viene usata hagiazō significa santificare, purificare o consacrare
(con cerimonia), venerare (Strong’s Hebrew and Greek Dictionaries); parla quindi di onorare,
rispettare profondamente; è un’espressione di lode. Nell’Apocalisse vediamo come la lode e
l’adorazione sono le attività primarie del cielo. Lo stesso vale per noi; più viviamo come cittadini
del cielo, più le attività del cielo contageranno il nostro stile di vita. L’adorazione è la nostra
priorità numero uno e dovrebbe influenzare tutto il resto. Il Salmo 22:3 dice “Eppure tu sei il
Santo, che dimori nelle lodi d’Israele.” Dio dimora nelle lodi del Suo popolo, dimora nelle nostre
lodi e mentre la Sua presenza si manifesta sul Suo popolo che lo adora, anche i non credenti
potranno sperimentare un incontro con Lui.

“Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo.”
In cielo la volontà di Dio è fatta e Gesù ci insegna a chiedere che la volontà di Dio sia fatta
sulla terra così com’è fatta nel cielo. Questo deve essere l’obiettivo primario di ogni preghiera;
ciò che è in cielo deve essere rilasciato sulla terra. Quando, in uno spirito di sottomissione e
ubbidienza piena d’amore, preghiamo secondo la volontà rivelata di Dio, la fede è specifica e
focalizzata; è una fede che afferra quella realtà e non si arrende, e vedrà le circostanze qui sulla
terra allinearsi con il cielo. Dio, in risposta alla nostra preghiera, porterà il Suo Regno nel nostro
mondo.
Al contrario, quello che non è libero di esistere in cielo deve essere legato qui sulla terra.
Attraverso la preghiera dobbiamo esercitare l’autorità che ci è stata data.

“Dacci oggi il nostro pane necessario.”
La Bibbia è piena delle promesse di Dio per provvedere abbondantemente ai bisogni dei Suoi
figli. Il fatto che alcuni abbiano abusato nell’area della prosperità, non deve farci abbandonare
le Sue promesse. Il cielo stabilisce gli standard relativi al mondo materiale di un credente:
bastante per soddisfare i desideri nati da Dio, e bastante per ogni opera buona. Filippesi 4:19
“Ora il mio Dio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze in gloria, in Cristo
Gesù.”
La consacrazione a Dio e alla Sua volontà, darà una libertà meravigliosa nella preghiera per le
cose temporali, perché la nostra vita terrena è completamente affidata alla cura amorevole del
Padre.

“E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori.”
Come il pane è il primo bisogno per il corpo, così il perdono lo è per l’anima. Dobbiamo il nostro
diritto di accesso alla presenza del Padre al prezioso sangue di Cristo ed al perdono che ha vinto
per noi. Facciamo attenzione che la preghiera per il perdono non diventi una formalità. Solo
ciò che è confessato con sincerità è veramente perdonato. Riceviamo il perdono promesso; è
una realtà spirituale. Questo perdono, però, è impossibile senza uno spirito di perdono verso
gli altri. Il cielo ci dà il modello da seguire per le nostre relazioni con gli altri; in cielo non esiste
mancanza di perdono! Efes. 4:32 “Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri,
perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo.” Efes. 5:1 “Siate dunque
imitatori di Dio, come figli carissimi”. Il nostro esempio deve essere Gesù.

2

“E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno”
In cielo non c’è tentazione o peccato. Mantenerci separati dal male è un’evidenza pratica di
sottomissione al nostro Re. Giacomo 1:13 afferma “Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono
tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno”.
E’ impossibile, quindi, che Dio ci induca a peccare. Questa preghiera ci porta semplicemente
a affrontare il nostro bisogno della grazia di Dio. Ci aiuta ad allineare il nostro cuore con Dio,
ad essere assolutamente dipendenti da Lui. I Regno di Dio ci dà il modello da seguire per le
questioni del cuore.
Un cuore modellato secondo Dio ha grande successo nella battaglia spirituale. Per questo
Giacomo 4:7 ci dice: “Sottomettetevi dunque a Dio, resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi.”
Gesù poteva dire: “Satana non ha nulla in Me”. Anche noi dobbiamo essere completamente liberi
da ogni influenza e collegamento satanico. Questa è la richiesta espressa in questa preghiera.

“perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen”.
Questa è una dichiarazione di lode! Il Regno appartiene a Dio e Sue sono pure la gloria e la
potenza.

Matteo 6:9 ci mostra qual è l’approccio del Regno riguardo alla preghiera
1. Lode e adorazione
2. Pregare che il cielo venga sulla terra
– Il cielo ha effetto sui bisogni materiali
– Il cielo ha effetto sulle relazioni personali
– Il cielo ha effetto sulla nostra relazione con il male
3. Lode e adorazione

Questa è la priorità che racchiude tutti i valori e gli obiettivi cristiani: Cercare prima di tutto il
Suo Regno.
Matteo 6:33 “Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno
sopraggiunte.”

Comprendere questa preghiera ci aiuta a renderci conto di quale deve essere lo scopo di tutte
le preghiere: che la signoria di Cristo possa essere vista in tutte le circostanze della vita. Il
messaggio del vangelo porta salvezza all’uomo nella sua interezza: spirito, anima e corpo.
Quando preghiamo che il Suo Regno venga, chiediamo a Dio di sovrapporre le regole, l’ordine
ed i benefici del Suo Regno su questo mondo fino a quando la terra ha lo stesso aspetto del
cielo. Questo è ciò che succede quando i malati sono guariti e coloro che sono oppressi dal
maligno sono liberati. Il Regno dei cieli è in conflitto con il regno delle tenebre, ed il Suo Regno
ha sempre la vittoria. La nostra lotta è sempre una lotta per il dominio, un conflitto di regni.
Noi siamo stati creati per l’intimità, ed è dall’intimità che viene il nostro mandato a dominare,
ricordandoci che Dio vede il dominio in modo diverso dal nostro: noi dominiamo attraverso
il “servizio” . Molti hanno fatto l’errore di pensare che i cristiani dovrebbero essere a capo di tutti
gli enti, governi e dipartimenti. Ma anche se questo suona come qualcosa di buono , in effetti è
solo il frutto del vero scopo. Il vero scopo è essere come Gesù: eccellenza insieme all’umiltà. Se
trascorressimo più tempo a sviluppare un cuore secondo il Regno avremmo più persone credenti
nei posti chiave di autorità.
L’onore che abbiano nel poter pregare è al di là di ogni comprensione. Siamo i Suoi
rappresentanti sulla terra, ambasciatori del Suo Regno. Le nostre preghiere toccano il Suo cuore.

L’intimità è lo scopo principale della preghiera ed è attraverso la nostra relazione con Lui che Dio
ci affida i segreti del Suo cuore, affinché possiamo esprimerli nella preghiera.
Dio ha scelto di operare attraverso di noi. Siamo la Sua autorità delegata sulla terra e la
preghiera è il veicolo che porta il Suo regno sulla terra, per questo i più grandi sforzi del nemico
nell’ingannare la chiesa sono concentrati sullo scopo e gli effetti della preghiera. Coloro che non
pregano permettono alle tenebre di continuare a dominare.
Quando l’uomo opera, l’uomo opera; ma quando l’uomo prega, Dio opera.

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