Febbraio 2011

Preparazione Dei Gruppi e Luoghi Di Preghiera

Suggeriamo che si formino dei gruppi di preghiera per pregare per i peccati delle comunità
anziché farlo individualmente. Sarebbe buono se potessero incontrarsi gruppi formati da credenti di denominazioni diverse e gruppi etnici diversi. Tuttavia, se questi gruppi non ci sono, non lasciatevi scoraggiare e trattenere dal cercare il Signore da soli. Suggeriamo anche che i gruppi visitino i luoghi in cui sono state commesse o vengono le offese per pregare sul posto, anziché farlo a casa o in chiesa. Il motivo per andare direttamente sul posto è di poter vedere la comunità attraverso gli occhi di Dio e chieder Gli di aiutarci a pregare con la Sua compassione mentre sperimentiamo le angosce, gli odori ed i suoni di quell’area. Questo da anche lampossibilità di pregare faccia a faccia per le persone che vivono in quei luoghi.

Linee Guida Per Incontri Dei Gruppi Di Preghiera

• Incontratevi a pregare il più presto possibile e fatelo almeno una volta alla settimana
• Durante l’incontro passate almeno un’ora di lode e adorazione con canti e preghiere. Poi,
durante l’ora successiva, aspettate che il Signore vi dia la Sua parola per la vostra area o città
e chiedete Gli di rivelarvi per cosa dovete pregare. Pregate che le cose nascoste vengano
portate alla luce (Ger. 33:3; Deut. 29:9; Giacomo 1:5)
• Tenete un diario di preghiera. Scrivete i passi, le visioni, i sogni o le profezie ricevute.
Condividetele gli uni con gli altri durante gli incontri. Tenete solo quelle per cui c’è chiarezza e unanimità di opinioni. E’ molto importante usare il discernimento. Non reagite a tutto ciò che ricevete, prima esaminatelo alla luce della Parola di Dio e con altri intercessori.
• Cominciate a leggere i giornali locali ed ascoltare le notizie regionali. Tenete occhi e orecchie spalancate ed iniziate a pregare per questioni che sono al momento nei notiziari. Chiedete al Signore di rivelare le radici di alcuni dei frutti spirituali (divorzio, abuso, crimine, ecc.) nella vostra area.
• Visitate i luoghi in chi ci sono state o vengono commesse le offese nella vostra area ed
attorno ad essa e chiedete al Signore di rivelarvi il Suo cuore riguardo alle situazioni.
• Pregare giornalmente per la vostra preparazione personale per partecipare agli incontri:
Salmo 51; Dan. 9:1-9; Nehem. 1:9; Efes. 1:17-23; 3:9:21; 6:10-20; Fil. 2:3-18.
• Fate attenzione che il gruppo di preghiera non diventi un gruppo di pettegolezzi. Non parlate
delle persone e del loro coinvolgimento nel peccato, ma pregate piuttosto riguardo alla cosa e
chiedete al Signore di attirare queste persone a Sé.
• Una volta che ci si è occupati dei peccati delle vostre comunità, chiedete al Signore di
purificare le vostre menti e la vostra memoria. Mantenetevi focalizzati sul Signore non sul
peccato.
• Non condividete con chiunque quello che Dio vi rivela in preghiera. Siate discreti nel
condividere informazioni sulle persone (es. chi sono quelli che fanno uso di droga).
Quando Dio vi da fiducia dandovi queste informazioni, si fida che voi stiate sulla
breccia per queste persone, non che le ferite e distruggete. Lasciate che sia Dio a
giudicare.

Preghiera sul posto

Ricordatevi che il motivo per cui si prega nei luoghi in cui sono state o vengono commesse le
offese è principalmente quello di portare la compassione nei nostri cuori quello che il peccato ha
fatto a noi e a Dio. Non è più efficace pregare in questi posti piuttosto che a casa. Ricordatevi
anche che siamo in una battaglia spirituale e stiamo combattendo in una dimensione
spirituale. Non possiamo, a questo punto, demolire alcun oggetto, monumento,
immagine, ecc. a meno che non appartengono a voi o abbiate ricevuto permesso dalle
autorità di farlo. Con questa iniziativa portiamo il pentimento a Dio. NON siamo
all’offensiva. Ci stiamo occupando del peccato delle nostre comunità davanti a Dio.
NON ci preoccupiamo dei principati e delle potenze che “governano” sopra un’area ,
ma rimuoviamo il loro appiglio attraverso il pentimento. Dio ci mostrerà quando è
giunto il tempo per il resto.

• Trovate i luoghi in cui sono avvenute le offese contro Dio
• Visitate prima il luogo per “spiare” l’area. Scoprite quante persone possono entrare, quanto
eventualmente costa l’entrata, se è necessario fare un’escursione a piedi per arrivarci e quali
possibilità ci sono di pregare sul posto. Non disperatevi se non vi è possibile pregare sul posto
(es. templi di altri dei), cercate un posto che sia abbastanza vicino e pregate lì.
• La maggior parte dei luoghi sono aperti ai visitatori o a coloro che vanno per adorare, per cui
abbiate considerazione per le altre persone presenti nell’area. Trattate ogni luogo in cui
andate a pregare e le persone che vivono nell’area, con rispetto. Non danneggiate alcuna
proprietà!
• Pregate per la protezione del Signore per voi, il gruppo, le vostre famiglie, amici e chiesa
prima di visitare i luoghi in cui pregare. Assicuratevi di esservi liberati di ogni peccato nella
vostra vita di cui siete a conoscenza prima di prendervi la responsabilità di pregare riguardo
ai peccati della vostra comunità.
• Se è possibile, i gruppi di preghiera dovrebbero essere formati da persone che rappresentano
i diversi gruppi etnici presenti nell’area. Se ciò non è possibile, contattate i coordinatori delle
città circonvicine che possono avere intercessori di altre nazionalità.
• Il punto focale del pentimento è fra Dio e noi, ma se il Signore vi guida a pentirvi anche nei
confronti di altre razze, andate avanti e pregate che possa esserci una profonda
riconciliazione. Non fate, però, di questo qualcosa di semplicemente esteriore. Se le persone
non sono coinvolte con il cuore, sarà semplicemente una dimostrazione emotiva esteriore che
non porterà alcun cambiamento spirituale. Il Signore non guarda a ciò che diciamo o
facciamo, ma guarda i nostri cuori e sa cosa pensiamo o sentiamo veramente. Riconoscete,
piuttosto, la vostra incapacità a portare riconciliazione anziché cercare di guarire in modo
superficiale delle ferite profonde.
• Il giorno in cui portate il gruppo sul posto per pregare, preparatevi spiritualmente
trascorrendo un tempo ragionevole ad adorare il Signore ed aspettarLo prima di pregare.
Potete farlo a casa oppure in qualsiasi altro posto che sia adatto. L’adorazione sul posto di
preghiera può limitarsi ad alcuni canti e preghiere. L’azione principale è quella del
pentimento, per cui prendetevi abbastanza tempo per entrare alla presenza del Signore prima
di iniziare con le preghiere di pentimento. Gli esempi delle preghiere dati in precedenza sono
semplicemente delle linee guida e non devono essere seguite alla lettera. Permettete allo
Spirito Santo di guidarvi nella preghiera come Egli desidera. Non abbiate fretta, ma
prendetevi del tempo per ascoltare il Signore ed usare il discernimento.
• Scrivete tutto ciò che accade sul posto per futuri riferimenti.
• Siccome queste sono cose spirituali, non fate scenate nei posti. Non avete bisogno di gridare
o sbraitare per attirare l’attenzione di Dio. Considerate, inoltre, anche gli altri membri del
gruppo e permettete allo Spirito Santo di guidarvi nell’unità. Date ad ogni membro la
possibilità di pregare ed ascoltare il Signore. Anche l’intercessore più inesperto può ricevere
una parola dal Signore. I bambini possono pregare con i loro genitori durante il tempo di
preghiera sul posto, ma assicuratevi che abbiano la stessa visione e lo stesso focus altrimenti
possono essere una distrazione.
• Siate discreti nel fare atti profetici. Shofar o bandiere possono essere d’aiuto nel creare
un’atmosfera di adorazione, ma non hanno alcunché di magico in sé. Ogni influenza spirituale
verrà dal Signore stesso. Nulla di ciò che usate nella profezia ha un’influenza “magica”. Non
usate sostanze come olio, sale, ecc. a meno che il gruppo sia in totale accordo. La vostra
preghiera di pentimento è la cosa più importante in quei luoghi.

• Ogni parola o atto profetico dovrebbe essere prima sottoposto al leader del gruppo. Fate
attenzione alla presunzione e non pensate che qualsiasi cosa ricevete venga dal Signore, ma
provate ogni cosa con al Parola di Dio.
• Se vi sentite guidati a farlo ed il gruppo acconsente, condividete la cena del Signore prima di
andare sul posto o sul luogo stesso, ma non usatela come un rituale “magico”.. ricordate che
quello è il simbolo del Nuovo Patto segnato con il Sangue di Gesù.
• Il fatto di essere ambasciatori di Cristo non deve essere una scusa per commettere atti illegali
in qualsiasi città o luogo.
• Usate le Scritture per pregare e dichiarare la parola di Dio sulla vostra area.
• Siate consapevoli che la mancanza di unità nel gruppo può cancellare tutti i vostri sforzi di
preghiera. Trattate i disaccordi del gruppo con maturità, umiltà, perdono e grazia. Pregare
per l’unità prima di andare è molto importante. Una delle strategie principali del nemico è di
portare scompiglio nei gruppi di preghiera in modo che non possano pregare in unità.
Suggeriamo che tutti i membri del gruppo prendano l’impegno di pregare e di sottomettersi
gli uni agli altri nel gruppo, incluso il leader. Più vi sottomettete gli uni agli altri più l’unità
cresce. Più unità avete, più autorità riceverete in preghiera.

(Estratto da “Confessione del peccato nazionale, collegiale e individuale”)
http://www.globaldayofprayer.com/10days_additional.html: “Sin and Confession”

Preghiamo per:

1. L’ITALIA

• Che Dio guidi i cuori di coloro che hanno influenza nel settore dell’educazione affinché
accettino ciò che è giusto agli occhi di Dio.
• Che siano rimossi dalle loro posizioni di autorità, nell’intero sistema educativo italiano, coloro
che non hanno timore di Dio e siano sostituiti da persone che camminano secondo la Sua
volontà (presidi, consiglieri, insegnanti, sovrintendenti, coloro che operano nel Dipartimento
dell’Educazione, ecc.)
• Che ci sia un cambiamento nel settore dell’educazione e che il Corpo di Cristo trovi favore e
gli siano date strategie per influenzare l’educazione e capovolgere il processo di declino nella
qualità e nella moralità dell’educazione attraverso la nazione
• Che le scuole diventino luoghi sicuri e non siano più posti in cui sono presenti droga, alcool,
bullismo, violenza, pornografia, ideologie umanistiche, immoralità ed i cuori dei nostri figli
tornino al Signore.
• Che le menti dei bambini e dei giovani (ed anche degli adulti nel settore dell’educazione)
possano essere aperte alla verità e liberate dai modi di pensare che si oppongono a Dio.

PROGETTO A321

Un’autostrada di adorazione, lode e
intercessione profetica per la restaurazione di
tutte le cose in vista della manifestazione
della Gloria di Dio in questa nazione

3 anni, 21 appuntamenti, 7 per ogni anno

16° Appuntamento: 29 Marzo 2011 a Napoli
Presso: Chiesa Cristo è la Salvezza Per le Nazioni
Via Circumvallazione Esterna, 24 – 80017 Melito (Napoli)

Per informazioni rivolgersi a Monia Vichi: 055-373936 – 3299503745
email fedesperanzaamore@libero.it
Oppure visitate i siti www.oikosnetwork.itwww.fedesperanzaamore.orgwww.ccgiubileo.org

2. Il Mondo

TENSIONE IN NORD-AFRICA E MEDIO ORIENTE

Alcune persone nel Nord-Africa e in Medio Oriente si sono suicidati dandosi fuoco per protestare
contro la disoccupazione, l’aumento del costo della vita e la povertà in queste regioni.
Un giovane laureato tunisino, Mohamed Bouazizi, per protestare contro la disoccupazione, si è
dato fuoco a metà dicembre ed è morto il 4 gennaio, dando il via alle dimostrazioni che hanno
portato alla caduta del governo tunisino ed alla fuga del Presidente Zine al-Abidine Ben Ali.
Sulla scia di quanto successo in Tunisia diversi uomini in Egitto, due in Algeria ed un altro in Mauritania hanno commesso atti simili apparentemente con la speranza di dare così il via a
dimostrazioni simili a quelle tunisine.
Gli osservatori dicono che la tensione in Tunisia ha stimolato le passioni dell’intera regione e
rischiano di causare un effetto domino. Vediamo, infatti, quello che sta succedendo in Egitto ed anche se, ancora, non ci sono notizie di dimostrazioni simili in Algeria o Mauritania, le
immolazioni sono una testimonianza macabra della potenza dell’esempio tunisino ed egiziano.
C’è preoccupazione che la violenza non solo continui, ma possa crescere di portata ed estendersi ulteriormente, mentre in diversi paesi del Nord-Africa e del Medio Oriente popolazioni giovani,che stanno crescendo rapidamente, devono far fronte al rialzo dei prezzi dei generi alimentari,all’alta disoccupazione ed alla mancanza di rappresentanza politica. Alcuni di questi paesi sono anche governati da autocrati anziani che stanno affrontando i problemi della loro successione.
Quali sono i paesi coinvolti?

Egitto

L’Egitto ha molte analogie con la Tunisia: dure condizioni economiche, corruzione dilagante e
poche opportunità per i suoi cittadini di esprimere la propria insoddisfazione con il sistema poli-
tico. Il Presidente Hosni Mubarak (82 anni), ha praticamente il monopolio totale del potere, è
stato in carica per trent’anni e cerca di essere rieletto in autunno.

Salmi 2:8 “Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra.”

In gennaio, in Egitto, sono stati riportati diversi casi di persone che si sono suicidate dandosi fuoco. Poi il 25 gennaio, la frustrazione profonda della gente comune si è
riversata nelle strade del Cairo. I dimostranti, molti dei quali sventolavano bandiere sia Egiziane che Tunisine,sono scesi per le strade in numeri mai visti dopo le
sommosse per il pane degli anni settanta. I gruppi di opposizione chiedevano le dimissioni del Presidente Mubarak e la fine della povertà, della corruzione, della disoccupazione e degli abusi della polizia. Quattro persone morirono negli scontri. Da allora la violenza è in continua ascesa (150 morti in 5 giorni) ed il
paese è sempre di più nel caos.

Yemen

Ci sono stati molti giorni di proteste in Yemen, la nazione araba più povera, dove quasi la metà
della popolazione vive con meno di 2 $ al giorno.

Proteste nelle strade di Sanaa

Giovani e gruppi dell’opposizione hanno protestato per
le strade di Sanaa e di Aden chiedendo le dimissioni del
Presidente Ali Abdulla Saleh, al potere da quasi 32 anni.
Nel tentativo di disinnescare le agitazioni, il 23 gennaio
il presidente ha annunciato di aver ordinato di dimezza-
re il carico fiscale e di aver dato istruzioni al governo di
controllare i prezzi dei beni di prima necessità. Ha an-
che negato di prepararsi a passare il potere al figlio
Ahmed.
Il governo ha pure rilasciato 36 persone arrestate per
aver partecipato alle dimostrazioni, incluso un impor-
tante attivista per i diritti umani, Tawakul Karman.

Al tempo stesso, il presidente ha aumentato gli stipendi ai dipendenti dello stato ed alle forze
armate, apparentemente per assicurarsi la loro lealtà, ed ha mandato polizia ed esercito nelle
aree chiave.

Algeria

Mentre le proteste in Tunisia crescevano, anche il suo vicino occidentale vedeva un gran numero
di giovani manifestare per le strade. Come in Tunisia, ad accendere le dimostrazioni sembrano
essere state le difficoltà economiche, la disoccupazione ed in particolare un marcato aumento dei
prezzi dei generi alimentari.

Lo stato di emergenza è stato in vigore in Algeria
dal 1992, e le pubbliche dimostrazioni nella capitale
sono state proibite. Ci sono regolarmente proteste
improvvisate in altre parti del paese, ma nelle
ultime settimane, per la prima volta sono scoppiate
simultaneamente da una parte all’altra dell’Algeria,
compresa la capitale, Algeri. Tuttavia, le proteste
non hanno raggiunto i livelli di Tunisia ed Egitto,
cosa che gli analisti hanno attribuito sia alla rispo-
sta abbastanza repressiva delle forze di sicurezza,
sia all’intervento del governo per limitare aumenti dei prezzi.

Il governo algerino trae una ricchezza considerevole dall’esportazione di petrolio e
gas e sta cercando di affrontare le proteste sociali ed economiche con un enorme programma di
spesa pubblica. Ma restano i rancori e le rimostranze, inclusa la rabbia per la disoccupazione, la
corruzione, la burocrazia e la mancanza di riforme politiche.
La recente storia tumultuosa dell’Algeria è in netto contrasto con quella della Tunisia. Ha avuto
un’apertura del sistema politico nel 1988, che ha portato all’ammorbidimento delle restrizioni sui
media ed a elezioni con più partiti. Questo, in cambio ha portato un conflitto sanguinoso tra le
forze di sicurezza ed i ribelli islamici.

Preghiamo che:

Il Principe della Pace regni in Nord-Africa e Medio Oriente ed il Signore ripristini la legge e
l’ordine. Che le dimostrazioni siano pacifiche e portino uguaglianza e dignità ad ogni persona
e gruppo religioso in queste nazioni.
Che la violenza possa essere contenuta e non abbia ad estendersi ad altri paesi nord-
africani. Che Algeria, Mauritania, Sudan, Yemen ed altre nazioni di queste regioni possano
essere protette da questi avvenimenti.
Che ogni spirito di distruzione e morte sia legato ed il Signore liberi il Nord-Africa ed il Medio
Oriente dai demoni che cercano di rubare, uccidere e distruggere vite umane.
Che i leader religiosi mussulmani, specialmente gli integralisti, non abbiano ad approfittare
della situazione per prendere il potere come successe, a suo tempo, in Iran, rendendo
sempre più rischiosa ed esplosiva la situazione di queste regioni.
Che i proponimenti di Dio per queste nazioni abbiano ad essere adempiuti. Che venga il Suo
Regno e sia fatta la Sua volontà in queste nazioni. Che lo scuotimento causato da questi
avvenimenti in Tunisia, Egitto, Algeria, Mauritania possa portare ad una raccolta abbondante
di anime ed un potente risveglio. Che queste proteste e dimostrazioni portino le persone a
considerare il loro futuro e l’eternità e che il Vangelo possa spandersi attraverso la regione
portando moltitudini a porre la loro fede non in governi umani o in falsi sistemi religiosi, ma
in Gesù Cristo.
Che i governi di queste nazioni agiscano con saggezza, senza violenza, nel cercare di
risolvere queste situazioni. Che possano mettere fine alla corruzione, all’avidità ed alla
manipolazione nel proprio interno. Che queste ambizioni egoiste possano essere esposte e
rimosse e coloro che sono al potere possano cercare il benessere delle popolazioni loro
sottoposte.
Che il Signore protegga i credenti che vivono in queste nazioni liberandoli da ogni pericolo e
preservandoli da questi pericolosi eventi.
Che i credenti possano usare queste situazioni come opportunità per condividere l’amore di
Dio e indirizzare i loro amici mussulmani verso la Verità di Gesù Cristo.
Che le bugie dell’Islam che promettono salvezza siano esposte e che Gesù Cristo che è la
Via, la Verità e la Vita possa essere esaltato.

Che il Signore visiti i mussulmani con sogni e visioni e mandi i Suoi angeli a far conoscere
Gesù Cristo quale Unico Figlio di Dio.
Per la conversione dei leader di queste nazioni, specialmente il Primo Ministro Mohamed
Ghannouchi (Tunisia), il Presidente Hosni Mubarak (Egitto), il Presidente Abdelaziz
Bouteflika (Algeria), il Presidente Mohamed Ould Abdel Aziz (Mauritania).
L’Egitto è uno dei paesi nord-africani e del Medio oriente che applica una politica moderata
nei confronti di Israele ed aiuta la lotta contro il terrorismo islamico, è un punto di
riferimento nel precario equilibrio di questa regione. Che il Signore non permetta che gli
integralisti islamici possano in alcun modo acquistare terreno e potere in questa nazione.

Fonti: LA Times, BBC News, NY Times, CBS News, Window International Network

Un’altra nazione in cui l’integralismo ed il terrorismo islamico stanno cercando di guadagnare
terreno e potere è il Libano.

LIBANO

Il Libano è un piccolo paese del Medio Oriente; in gran parte
montuoso, si affaccia sulla sponda est del Mediterraneo.
Confina con la Siria a nord e ad est e con Israele al sud. Ha una
popolazione di circa 4.000.000 (dato 2007). La popolazione
libanese comprende diversi gruppi religiosi. Lo stato riconosce
ufficialmente 18 confessioni. La religione si fonde con il
riferimento etnico. Le confessioni riconosciute sono: fra i
cristiani, quelle maronita, greco-ortodossa, greco – cattolica
(melchita), armena apostolica, armeno-cattolica, siriaco-
ortodossa, siriaco-cattolica, protestante, copta, assira, caldea,
e la cattolica di rito latino. Fra i musulmani, le comunità
sunnita, sciita, ismailita e, in aggiunta, le comunità alauita e
drusa. La comunità ebraica (costituita da circa 100 individui)

Mentre un tempo i cristiani costituivano la maggioranza, attualmente, secondo le stime del
governo statunitense, i musulmani sono all’incirca il 59,8% della popolazione libanese, mentre i
Cristiani sono circa il 31,9%. La costituzione prevede libertà di religione e libertà di praticare
tutti i riti religioso purché l’ordine pubblico non venga disturbato.

Terrorismo: Il governo libanese ha creato un’unità speciale per combattere il terrorismo
(Internal Security Forces), ma ci sono molte preoccupazioni riguardo alla capacità libanese di
combattere il terrorismo. Hezbollah resta il maggior gruppo terroristico in Libano ed ha una forte
influenza tra la comunità sciita, che comprende circa un terzo della popolazione libanese. Il
governo libanese continua a riconoscere Hezbollah come un “gruppo di resistenza” legittimo e
come partito politico. Hezbollah hanno uffici in Beirut ed in altre località del paese, collegamenti
ufficiali con i servizi di sicurezza, sono rappresentati in parlamento da deputati eletti e, fino a
poco tempo fa, avevano anche un ministro nel consiglio dei ministri. La situazione di instabilità
politica ha anche permesso ad organizzazioni quali Al Qaeda e Fatah-Islam di infiltrarsi in Libano
e stabilire delle cellule all’interno dei campi di rifugiati palestinesi. Anche se la Siria ha ritirato le
proprie forze militari dal Libano nell’aprile del 2005, continua ad essere presente con i propri
servizi segreti. Il governo libanese ha accusato la Siria di continuare a sostenere e facilitare il
contrabbando di armi ai gruppi terroristici di Hezbollah e palestinese. Gli Hezbollah sono
sostenuti anche dall’Iran.

Politica: Le regole, per poter riflettere il mosaico dei gruppi etnici e religiosi uniti da una serie di
accordi alquanto fragili, sono complesse. Il Presidente deve essere un Cristiano Maronita, il
Primo Ministro un Mussulmano Sunnita ed il portavoce del parlamento nazionale un membro
della comunità Sciita.

Il governo libanese del Primo Ministro Saad Hariri è caduto il 12 gennaio quando 11 leader di
Hezbollah hanno rassegnato le dimissioni dal governo per protestare contro un tribunale delle
Nazioni Unite che sta investigan-do su un attentato del 2005 in cui rimasero uccise 23 persone,
tra cui l’allora Primo Ministro Rafik al-Hariri (padre di Saad Hariri). Secondo gli osservatori gli
Hezbollah temono che alcuni fra i membri più autorevoli dell’organizzazione siano incriminati per
quell’attentato dal tribunale internazionale. La loro uscita dal governo ha causato una delle crisi
politiche peggiori dal 2008.

Il 25 gennaio il Presidente libanese, dopo aver
incontrato tutti i gruppi del parlamento, ha nominato
Najib Mikati, un uomo d’affari miliardario sostenuto
dagli Hezbollah e dai loro alleati, quale Primo Mini-
stro designato. Questo mostra la costante crescita di
potere in Libano degli Hezbollah, un gruppo pesante-
mente armato ed attivo a livello sociale, il cui potere
come stato all’interno di uno stato, sta da tempo
gettando un’ombra sulla politica libanese.
Questi eventi hanno causato forti proteste in diverse
Najib Mikati
parti del paese. I dimostranti, che accusano
Hezbollah di preparare un colpo di stato, hanno bloccato le strade e bruciato copertoni in diverse
città. Hanno anche cercato di bloccare la strada principale verso la Siria.

Preghiamo che:

Che gli Hezbollah, che si rifanno al modello della rivoluzione islamica iraniana, perdano il
sostengo della popolazione libanese.
Che i libanesi non abbiano ad essere manipolati da potenze straniere anti – Israele. Che il
terrorismo venga sconfitto in questa nazione. Che il Signore colpisca con il terrore tutti
coloro che cercano di controllare il paese attraverso l’intimidazione e la violenza. Che
possano essere estirpati.
Che i gruppi terroristici Hezbollah, Al Qaeda e Fatah-Isalm vengano gettati nella confusione
e non siano in grado di raggrupparsi, reclutare uomini o riuscire ad essere dirompenti.
Preghiamo che le forze demoniache che stanno usando questi gruppi terroristici siano
rovesciate e le persone siano libere di adorare il Signore. Preghiamo che i loro capi possano
convertirsi a Cristo (1 Tim. 2:1-4).
Che siano sconfitte le forze del male e gli uomini affamati di potere che stanno usando
questa nazione come un fantoccio. Che il Signore faccia sorgere leader “secondo il Suo
cuore” che portino restaurazione al paese.
Per i giovani del Libano. Chiediamo al Signore di riversare il Suo Spirito Santo su questa
nazione, di attirare a sé i giovani e rinnovare la loro speranza attraverso la relazione con
Gesù Cristo.
Per la conversione dei leader chiave e che Dio dia loro saggezza e discernimento. Che il
Signore porti pace in questa situazione.
Il fuoco incrociato fra Israele ed Hezbollah non è mai cessato completamente. Preghiamo
per il miracolo di pace nel conflitto Israele-Libano.
Ringraziamo Dio che il Libano è ancora l’unico paese nel Medio Oriente dove la popolazione è
libera di decidere di cambiare religione. Per la maggiore libertà religiosa, il Libano è anche
un centro importante per i ministeri che operano in Medio Oriente. Preghiamo che questa
libertà incredibile sia mantenuta.
Per la guarigione delle ferite profonde nelle comunità, famiglie ed individui causate dalla
guerra civile ed i conflitti successivi. Che nei cuori scenda la volontà di perdonare coloro che
hanno causato sofferenza.

Fonti: BBc News, Window International Network

IRAN – NUOVA ONDATA DI PERSECUZIONI

Leader cristiani iraniani stanno chiedendo al Corpo di Cristo di pregare per loro mentre una
nuova ondata di persecuzioni sta attraversando la loro nazione. Gli arresti iniziati il 26 dicembre
hanno continuato e le autorità avvisano che ce ne saranno presto altri.

Il 26 dicembre le forze di sicurezza iraniane hanno aumentato gli sforzi
per eliminare “l’influenza corruttrice del Cristianesimo” arrestando 25
credenti iraniani. Undici sono stati rilasciati dopo “intensi” interrogatori ed
aver acconsentito a firmare dichiarazioni in cui promettono di non
partecipare ad attività cristiane. Quattordici sono ancora in carcere.

Nel gennaio 2011, altri cristiani sono stati arrestati (si stima siano circa 60 persone). Mentre
alcuni sono stati rilasciati, molti sono sempre detenuti.

Nell’autunno del 2010, la polizia ha interrogato la moglie di un credente iraniano. L’hanno
rilasciata a condizione che il marito li contattasse. Quando l’uomo si è presentato, l’hanno
torturato continuamente per tre giorni”. Secondo Smyrna Ministries International, coloro che lo
interrogavano “lo hanno appeso ad un gancio ed hanno continuato a picchiarlo fino a farlo
svenire, lo rianimavano con l’acqua e ripetevano il processo”. Quest’uomo vive ora nascosto.

I credenti in Iran chiedono ai loro fratelli e sorelle nel mondo di pregare sia per quelli che sono
stati arrestati di recente e per gli innumerevoli che sono stati arrestati in passato e sono ancora
in carcere.

L’Iran è al 2 posto nella lista di Porte Aperte del 2011 dei peggiori persecutori del cristianesimo
nel mondo.

Preghiamo che:

• Che il Signore faccia sentire la Sua presenza in modo tangibile ai credenti arrestati ed ancora
detenuti e torturati. Che possa confortarli e rafforzarli, dando loro la capacità di amare i loro
persecutori
• Che Dio incoraggi e provveda per le loro famiglie. Che possano ricordarsi che, anche se
stanno attraversando la persecuzione, Gesù Cristo ha vinto il mondo.
• Che la polizia e gli ufficiali che sono così zelanti nel cercare di liberare l’Iran dai cristiani,
possano essere convinti dallo Spirito Santo ed essere salvati.
• Che il risveglio spirituali in Iran continui. Che lo Spirito Santo si muova potentemente,
specialmente fra i giovani.
• Che la fortezza dell’islam sciita sia abbattuta, che la Chiesa cresca ed il regno di Dio venga in
Iran con gloriosa potenza
• Che Dio si riveli in sogni e visioni ed operi meraviglie. Preghiamo che in Iran moltitudini
entrino in una relazione personale con Cristo

Fonti: Middle East Concern, Mohobat News, Christian leaders in Iran, Smyrna Ministries International

Per il Suo Regno

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