I due tipi di figli

Giovanni 4:23-24 “Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e
verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono
adorarlo in spirito e verità».”

L’adorazione in spirito e verità è possibile solo per coloro a cui il Figlio ha rivelato il Padre ed
hanno ricevuto lo Spirito di adozione, di figliolanza.

Giovanni 1:12-13 “ma a tutti quelli che l’ hanno ricevuto, egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a
quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da
volontà di uomo, ma sono nati da Dio.”

Efesini 1:5 “avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il
beneplacito della sua volontà”
Efesini 1:11-12 “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di
colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà, per essere a lode della sua
gloria…”

Letteralmente, predestinati significa: destinati, votati ad una determinata sorte, stabiliti,
segnati anticipatamente.
Per la Sua infinita grazia, secondo la Sua conoscenza anticipata del futuro, in armonia con il
Suo piano perfetto per tutte le età, Dio ci ha destinati, votati ad una determinata sorte,
stabiliti, segnati anticipatamente ed inseriti come parte attiva, nelle opere che Lui compie
affinché, in definitiva, possiamo essere a lode della Sua gloria.

Ci sono due tipi di figli:

Galati 4:22-26 Infatti sta scritto che Abraamo ebbe due figli: uno dalla schiava e uno dalla donna libera;
ma quello della schiava nacque secondo la carne, mentre quello della libera nacque in virtù della
promessa. Queste cose hanno un senso allegorico; poiché queste donne sono due patti; uno, del monte
Sinai, genera per la schiavitù, ed è Agar. Infatti Agar è il monte Sinai in Arabia e corrisponde alla
Gerusalemme del tempo presente, che è schiava con i suoi figli. Ma la Gerusalemme di lassù è libera, ed è
nostra madre.
Galati 4:28-31 Ora, fratelli, come Isacco, voi siete figli della promessa. E come allora colui che era nato
secondo la carne perseguitava quello che era nato secondo lo Spirito, così succede anche ora. Ma che dice
la Scrittura? «Caccia via la schiava e suo figlio; perché il figlio della schiava non sarà erede con il figlio
della donna libera». Perciò, fratelli, noi non siamo figli della schiava, ma della donna libera.

Tutti conosciamo la parabola del “Figliol prodigo” in Luca 15:11-32

Luca 15:11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli.
Il figlio più giovane prese la sua eredità, se ne andò, sperperò tutto ciò che aveva e quando si trovò a mal
partito riconobbe il proprio sbaglio, si pentì e tornò umilmente dal padre chiedendogli di essere
considerato come uno dei suoi servi. Ma il padre, lo accolse con gioia, come figlio, non come servo. Quale
fu la reazione dell’altro figlio quando tornò a casa?
Luca 15:28-32 Udito ciò, egli si adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregava di entrare
Ma egli rispose al padre: “Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me
però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici; ma quando è venuto questo tuo
figlio che ha sperperato i tuoi beni con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato”. Il
padre gli disse: “Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua; ma bisognava far festa e
rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato”».

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Viviamo nella casa del padre come servi o come figli? Lavoriamo “con” il Padre o “per” il Padre?

Giovanni 5:19 Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla
da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche
il Figlio.

Gesù ci chiama a seguire il Suo esempio, a crescere nell’intimità con il Padre, così che i desideri
del Suo cuore diventano i desideri del nostro cuore e facciamo le opere che Lui fa, radicati e
fondati nell’amore e nella gratitudine per Lui. L’intimità con Dio è il fondamento del nostro
cammino spirituale.
Qual è la nostra motivazione? Cerchiamo di impressionare gli altri e Dio e speriamo che il Padre
ci “dia un capretto per far festa con i nostri amici” come ricompensa per il “nostro servizio e la
nostra ubbidienza”? Oppure abbiamo la consapevolezza che siamo figli teneramente e
incondizionatamente amati ed accettati dal Padre e non abbiamo bisogno di “guadagnarci”
nulla, che tutto ciò che è del Padre è anche nostro, e desideriamo solo dimostrargli il nostro
amore e la nostra gratitudine dando gioia al Suo cuore, ed essere a lode della Sua gloria?
Gesù, il Figlio di Dio, non è venuto per essere servito, ma per servire (Mat. 20:26-28). Era il
Figlio ed era libero; non doveva niente a nessuno e non era soggetto a nessuno. Eppure ha
usato la Sua libertà per servire.
Usiamo la liberà che Gesù ci ha dato per servire gli altri, mossi dall’amore per Dio e per loro.
Così saremo veramente liberi.

Quale immagine riflettiamo?

2Corinzi 3:18 E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore,
siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo
Spirito.

Galati 5:22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mansuetudine, autocontrollo

Come nella vita naturale i figli riflettono le caratteristiche fisiche e caratteriali dei propri
genitori, così noi, come figli di Dio, siamo chiamati a riflettere le caratteristiche del nostro, più
che meraviglioso, Padre celeste.

Come ha detto David Demian, Dio usa molte persone, ma pochi sono coloro che effettivamente
camminano con Lui. L’intimità con Dio è il fondamento del nostro cammino spirituale.

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